La storia di Nedo Nadi

Nedo Nadi

Nedo Nadi

Nedo Nadi (livornese, classe 1894) fu il più grande schermidore di tutti i tempi, unico vincitore del titolo olimpico in tutte e tre le armi della scherma: spada, fioretto e sciabola.

Nedo ed il fratello minore Aldo furono avviati giovanissimi all’arte della scherma dal padre Beppe, brigadiere dei pompieri nonché maestro d’armi e fondatore del circolo della scherma Fides, il quale insegnava loro il fioretto e la sciabola ma non la spada, le cui regole di combattimento considerava troppo libere, ritenendola dunque un’ arma indisciplinata. Non dello stesso avviso era Nedo, che già da piccolo mostrava un carattere ed una determinazione fuori dal comune e affascinato proprio dalla sostanziale assenza di convenzioni che rendevano il combattimento di spada molto più simile ad un vero duello, decise di impararne la tecnica, studiandola di nascosto dal padre.

Nedo e Aldo

Nedo e Aldo

Nel 1905, appena dodicenne, Nedo vinse la sua prima gara ufficiale a Vigevano, nella categoria giovanetti di fioretto, e ne 1909 riportò a Vienna il primo successo internazionale nel Torneo dell’Imperatore. Compiuti 18 anni fu convocato dalla Federazione che, colpita dalla bravura del ragazzo, lo ingaggiò nella squadra che avrebbe gareggiato all’Olimpiade di Stoccolma del 1912. Qui, nella finale di fioretto individuale, Nedo vinse a sorpresa il duello con il connazionale e favorito Pietro Speciale.

La Prima Guerra Mondiale interruppe la carriera sportiva del giovane; fu  arruolato in cavalleria e impegnato 4 anni al fronte dove ottenne due medaglie al valore militare.

Il poster della VII Olimpiade, 1920, Anversa.

Il poster della VII Olimpiade, 1920, Anversa.

Al termine del conflitto Nadi tornò ad allenarsi in vista delle Olimpiadi di Anversa in programma nel 1920. Nominato capitano della spedizione azzurra, pretese e ottenne dalla Federazione di selezionare personalmente la squadra olimpica di scherma.

La scelta si rivelò azzeccata, perché nelle gare a squadre il livornese trascinò i suoi uomini sul gradino più alto del podio olimpico in tutte e tre le discipline prevalendo nel fioretto e nella sciabola sulla squadra francese, e nella spada sulla nazionale belga. Non pago si aggiudicò l’oro anche nei concorsi individuali di fioretto, battendo in finale il transalpino Philippe Cattiau, e di sciabola contro il fratello Aldo che come lui aveva fatto parte di tutte e tre le squadre vittoriose.

squadra_sciabola_Nadi

La squadra di sciabola alle olimpiadi del 1920

Squadra olimpica del 1920, al centro Aldo e Nedo Nadi.

Squadra olimpica del 1920, al centro Aldo e Nedo Nadi.

Non riuscì a conquistare l’oro individuale anche nella spada perché un intempestivo attacco intestinale gli impedì di partecipare alla competizione.

Fu ugualmente un successo irripetibile: con 5 ori  Nedo fu uno dei principali protagonisti di quell’Olimpiade e fu portato in trionfo dai suoi stessi avversari.

Le biografie riportano che durante la cerimonia di premiazione il re del Belgio Alberto I, trovandolo per la terza volta sul podio e pensando ad un errore gli aveva domandato: <<Siete ancora qui, Monsieur Nadi?>> al che l’azzurro rispose: <<Nessun errore, Vostra Maesta, e col vostro permesso conto di tornare ancora!>>.

Al massimo della fama accettò un’offerta del Jockey Club di Buenos Aires che lo voleva come atleta professionista e istruttore, sostituendo il suo concittadino Eugenio Pini che era stato maestro di Beppe Nadi. Per tre anni fu lo schermidore professionista più ricercato e pagato del mondo e iniziò l’attività di giornalista sportivo con il quotidiano argentino La Naçion ma lì contrasse una malattia di cui non si hanno informazioni precise che lo indusse nel 1923 a tornare in Italia.

Nedo Nadi

Nedo Nadi

Ripresosi con difficoltà riprese l’attività di giornalista, collaborando con i quotidiani La Stampa di Torino e a Il Litorale di Bologna, e ad allenarsi e a gareggiare con successo, vincendo 72 tornei da professionista fra i quali il campionato italiano per professionisti nelle tre armi, il torneo mondiale di spada da terreno organizzato a Nizza nel 1928 e nel 1929 ed il campionato mondiale per spada organizzato ad Anversa dalla Federazione Internazionale (Fie) nel 1930. Poi, logorato nel fisico, chiuse la propria carriera il 4 febbraio 1931 al teatro Lirico di Milano battendo alla sciabola il campione europeo in carica, l’ungherese György Piller-Jekelfalss.

Ritiratosi dall’agonismo, nel 1931 accettò l’invito di Mussolini a ricoprire il ruolo di allenatore della Nazionale che sotto la sua guida trionfò anche ai  Giochi Olimpici di Los Angeles nel 1932 e di Berlino nel 1936 (dove portò in squadra Edoardo Mangiarotti al tempo nemmeno maggiorenne), vincendo 6 medaglie d’oro, 7 d’argento e 4 di bronzo.

Fu al ritorno dagli Stati Uniti che Nedo si trovò ad incrociare le lame in un vero duello (al primo sangue), nato per dirimere una controversia d’onore, come era ancora in uso all’epoca, sorta in seguito ad un articolo molto critico nei confronti dei risultati della squadra italiana di scherma ai Giochi, nonostante i 2 ori, 4 argenti e 2 bronzi ottenuti. Articolo che portava la firma del giornalista col pallino dei duelli Adolfo Cotroneo, che già in passato aveva affrontato Aldo Nadi ed il Maestro Italo Santelli (il quale si fece rappresentare, avvalendosi di una regola del codice cavalleresco, dal figlio Giorgio) e nonostante i numerosi punti di sutura rimediati nelle precedenti tenzoni non ebbe timore di sfidare anche l’imbattibile Nedo in un duello di sciabola che si tenne presso il Tennis Club di Milano e che terminò con il Cotroneo che arrancava verso il medico tenendosi con una mano l’addome sanguinante ma colpito, per sua fortuna e con sollievo di Nadi, solo lievemente.

Al ritorno dai giochi berlinesi Nedo Nadi fu nominato Presidente della Federazione di Scherma e ricoprì il prestigioso ruolo fino al 1940 quando, a soli 46 anni, un ictus lo colpì nella sua casa di Portofino.

One thought on “La storia di Nedo Nadi

  • 30 giugno 2016 at 11:30
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    Sul numero 3036 di Topolino nella storia “Le strabilianti imprese di Fantomius-La maledizione del faraone” appare un personaggio di nome Nedo Naduck

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